“Ricorso alla Consulenza Direzionale per Finanziamenti PNRR: DL 77/2021”
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Il Ruolo della Consulenza Direzionale nella Redazione dei Piani Industriali alla Luce del Decreto Legge 77/2021
Nel contesto economico attuale, caratterizzato da rapide trasformazioni tecnologiche e sfide globali, i piani industriali assumono un ruolo cruciale per garantire la sostenibilità e la crescita delle imprese. La consulenza direzionale diventa quindi fondamentale nell’elaborazione di questi piani, specialmente quando sono richiesti da normative specifiche per accedere a fondi o finanziamenti pubblici. Un esempio rilevante di tali regolamentazioni è il Decreto Legge 31 maggio 2021, n. 77, noto come “Governance del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) e prime misure di rafforzamento delle strutture amministrative e di accelerazione e snellimento delle procedure”, che pone l’accento su una pianificazione strategica efficace per assicurare l’accesso ai fondi europei.
Il Decreto Legge 77/2021 e l’Accesso ai Fondi PNRR
Il Decreto Legge 77/2021 è stato introdotto per definire la governance del PNRR, l’iniziativa attraverso cui l’Italia intende rilanciare il proprio sistema economico e produttivo utilizzando i fondi messi a disposizione dall’Unione Europea nell’ambito del programma Next Generation EU. Questo decreto stabilisce che sia le pubbliche amministrazioni che le imprese devono presentare piani strategici chiari e ben strutturati per accedere ai finanziamenti. Tali piani devono dimostrare come le risorse richieste verranno utilizzate per innovare i processi produttivi, migliorare la sostenibilità e incrementare l’efficienza operativa, in linea con gli obiettivi del PNRR.
La Consulenza Direzionale come Strumento di Supporto
In questo contesto, la consulenza direzionale gioca un ruolo essenziale nel supportare le organizzazioni nella redazione dei piani industriali. Le società di consulenza offrono competenze specialistiche e una prospettiva esterna che aiuta a identificare le opportunità di miglioramento e a sviluppare strategie innovative. Gli aspetti chiave del contributo della consulenza direzionale includono:
- Analisi e Diagnosi Strategica: I consulenti collaborano con le aziende per comprendere la loro posizione attuale, le sfide specifiche del settore e le opportunità di crescita. Questa analisi preliminare consente di stabilire obiettivi realistici e misurabili che possono essere raggiunti attraverso i fondi PNRR.
- Sviluppo del Piano Industriale: Sulla base delle analisi, i consulenti aiutano a costruire un piano industriale dettagliato che definisca le azioni da intraprendere, le risorse necessarie e i tempi di realizzazione. Questo include l’integrazione di tecnologie innovative, miglioramenti di processo e iniziative di sostenibilità.
- Adempimento Normativo e Conformità: Gli esperti di consulenza assicurano che i piani siano in linea con le normative vigenti, come richiesto dal Decreto Legge 77/2021. Ciò include la preparazione della documentazione necessaria e la gestione dei rapporti con le autorità competenti.
- Monitoraggio e Valutazione dei Progressi: Durante l’implementazione del piano strategico, gli esperti di consulenza possono supportare le aziende nel monitoraggio dei progressi e nella valutazione dei risultati, apportando modifiche laddove necessario per garantire il raggiungimento degli obiettivi prefissati.
In sintesi, la consulenza direzionale rappresenta un elemento chiave nell’articolazione di piani industriali capaci di soddisfare i requisiti normativi e ottenere l’accesso ai fondi pubblici disponibili. Attraverso l’esperienza e la conoscenza del contesto normativo, i consulenti direzionali aiutano le aziende a navigare nel complesso scenario delle regolamentazioni europee e a trarre il massimo vantaggio dalle opportunità offerte dal PNRR.
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“Consulenza Direzionale per Piani Strategici secondo Decreto 77/2021”
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Il Ruolo della Consulenza Direzionale nella Pianificazione Strategica Aziendale alla Luce del Decreto Legislativo n. 77/2021
Nel contesto economico attuale, caratterizzato da una crescente complessità e competitività, la capacità di un’azienda di delineare piani industriali strategici è diventata cruciale. Non solo per il successo a lungo termine, ma anche per l’accesso a risorse economiche vitali fornite dai governi, quali fondi e finanziamenti pubblici. In questo scenario, la consulenza direzionale assume un ruolo fondamentale, specialmente in riferimento alla recente normativa italiana legata al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).
La Normativa: Decreto Legislativo n. 77/2021
Il Decreto Legislativo n. 77/2021, noto anche come “Decreto Semplificazioni bis”, è una delle colonne portanti del quadro normativo italiano per l’attuazione del PNRR. Questa legge stabilisce le linee guida per l’ottenimento dei finanziamenti europei destinati a sostenere la ripresa economica dopo la pandemia di COVID-19. Tra gli aspetti chiave del decreto, vi è l’obbligo per le aziende di presentare piani strategici ben strutturati e dettagliati per poter accedere a tali fondi.
Il Decreto Legislativo n. 77/2021 richiede che i piani industriali presentati comprendano una chiara visione strategica, obiettivi misurabili, e una pianificazione dettagliata delle risorse necessarie. Le imprese devono dimostrare come intendono contribuire agli obiettivi di transizione ecologica e digitale, due pilastri del PNRR.
Il Ruolo della Consulenza Direzionale
La stesura di piani industriali che soddisfino i requisiti del Decreto Legislativo n. 77/2021 è un compito complesso che spesso va oltre le competenze interne di molte organizzazioni. Qui entra in gioco la consulenza direzionale, che offre un supporto essenziale in vari modi:
- Analisi Strategica: I consulenti direzionali aiutano le aziende a condurre un’analisi approfondita del mercato, valutando le tendenze esterne e identificando le opportunità e le minacce potenziali. Questa analisi è cruciale per formulare strategie che siano realistiche e allineate con le dinamiche economiche attuali.
- Definizione degli Obiettivi: La chiave per un piano industriale efficace è la definizione di obiettivi chiari e misurabili. I consulenti lavorano a stretto contatto con il management per stabilire obiettivi strategici che non solo rispondono alle esigenze aziendali, ma che sono anche conformi ai requisiti del PNRR.
- Pianificazione Dettagliata: I consulenti supportano le aziende nella creazione di piani dettagliati che comprendono la pianificazione delle risorse umane, finanziarie e tecniche. Questo include la predisposizione di budget, la definizione delle tempistiche e l’individuazione delle responsabilità operative.
- Monitoraggio e Valutazione: Una volta implementato, il piano industriale necessita di monitoraggio continuo e valutazione per garantire che gli obiettivi vengano raggiunti. I consulenti forniscono strumenti e tecniche per monitorare i progressi, identificare le deviazioni e apportare le necessarie correzioni di rotta.
In Conclusione
Alla luce del Decreto Legislativo n. 77/2021, la consulenza direzionale si rivela non solo preziosa, ma spesso indispensabile per le aziende italiane che aspirano ad accedere ai fondi del PNRR attraverso piani industriali strategicamente solidi. L’integrazione della consulenza nel processo di pianificazione garantisce non solo la conformità ai requisiti normativi, ma anche una maggiore probabilità di successo nel raggiungimento degli obiettivi aziendali. Mentre le imprese navigano tra le sfide e le opportunità del contesto economico post-pandemico, il supporto esperto dei consulenti direzionali continua a essere una leva fondamentale per l’innovazione e la crescita sostenibile.
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“Consulenza Contabile Strategica: Analisi del Decreto Legislativo n. 39/2010”
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L’importanza della Consulenza contabile per la pianificazione economico-finanziaria delle imprese: Analisi del Decreto Legislativo n. 39/2010
La consulenza contabile rappresenta un pilastro fondamentale nella pianificazione economico-finanziaria delle imprese. Questa disciplina non solo garantisce la corretta gestione delle risorse finanziarie, ma svolge un ruolo cruciale nel guidare le imprese verso decisioni strategiche efficaci e sostenibili. Nel contesto italiano, la consulenza contabile è disciplinata, tra le altre, dal Decreto Legislativo n. 39/2010, che fornisce un quadro normativo chiaro per i professionisti del settore.
Il Decreto Legislativo n. 39/2010: linee guida fondamentali
In vigore dal 2010, il Decreto Legislativo n. 39/2010 regola l’attività di revisione legale dei conti, fornendo un contesto normativo all’interno del quale operano i consulenti contabili. Il decreto ha recepito la direttiva 2006/43/CE, mirata a migliorare la trasparenza e la qualità della revisione legale dei conti annuali e consolidati. Il decreto delinea i requisiti essenziali per l’abilitazione dei revisori legali, definisce la responsabilità dei dirigenti e stabilisce norme per garantire l’indipendenza del revisore.
Tra le disposizioni più rilevanti per la consulenza contabile strategica vi sono:
- Requisiti di indipendenza e obiettività: I revisori e i consulenti contabili devono operare in modo indipendente e obiettivo, garantendo così report e analisi finanziarie prive di conflitti di interesse. Questo è essenziale per fornire alle imprese informazioni affidabili per decisioni strategiche.
- Trasparenza e qualità della revisione: Le norme previste dal decreto promuovono pratiche di revisione che assicurano elevati standard qualitativi. Ciò comporta una maggiore fiducia degli stakeholder nelle informazioni contabili dell’impresa, facilitando l’accesso ai finanziamenti e le operazioni sul mercato dei capitali.
- Formazione continua: Il decreto impone ai revisori l’obbligo di aggiornarsi costantemente, garantendo dunque che la loro consulenza si basi su conoscenze attuali e pratiche all’avanguardia.
Impatto sulla consulenza contabile strategica
La normativa ha un impatto diretto sulla consulenza contabile strategica. Innanzitutto, fornisce un quadro di riferimento stabile e trasparente che aiuta le imprese a navigare nelle complessità della pianificazione finanziaria e della gestione dei rischi. Inoltre, rafforzando la credibilità delle analisi e delle consulenze prodotte, il decreto permette alle aziende di prendere decisioni strategiche più informate e sicure, specialmente in contesti di incertezza economica.
Inoltre, l’attenzione alla formazione continua e all’indipendenza dei revisori favorisce un ecosistema in cui i consulenti contabili sono in grado di offrire soluzioni innovative e personalizzate per le sfide economiche delle imprese.
Conclusioni
La consulenza contabile, sostenuta e regolamentata da normative come il Decreto Legislativo n. 39/2010, è una componente essenziale per la pianificazione economico-finanziaria delle imprese italiane. Grazie a un quadro normativo solido, le aziende possono avvalersi di consulenze affidabili per affrontare le sfide del mercato, ottimizzare le risorse e perseguire strategie di crescita sostenibili.
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“Impatto del Rendiconto Finanziario sulla Pianificazione Aziendale in Italia”
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L’importanza del rendiconto finanziario per la pianificazione economico-finanziaria delle imprese: Normativa italiana e impatti sulla consulenza contabile strategica
Il rendiconto finanziario è uno strumento cruciale per la pianificazione economico-finanziaria delle imprese. Esso fornisce una visione chiara dei flussi di cassa, evidenziando la capacità dell’azienda di generare liquidità, di sostenere le operazioni quotidiane, di investire e di affrontare le proprie obbligazioni finanziarie. In Italia, la redazione del rendiconto finanziario è disciplinata dal Decreto Legislativo 18 agosto 2015, n. 139, il quale ha recepito la Direttiva 2013/34/UE relativa ai bilanci d’esercizio, ai bilanci consolidati e ai documenti connessi di talune tipologie di imprese.
Decreto Legislativo 18 agosto 2015, n. 139: Obblighi e disposizioni
Il Decreto Legislativo 18 agosto 2015, n. 139 è stato un passo significativo nell’adeguamento delle normative contabili italiane agli standard europei. Questo decreto ha introdotto l’obbligo, per le società che redigono il bilancio in forma ordinaria, di includere il rendiconto finanziario come parte integrante della loro reportistica finanziaria annuale. Il decreto distingue le imprese in base alla loro dimensione e alla rilevanza pubblica, imponendo obblighi diversi in base a questi criteri. In particolare, le società che superano determinati parametri dimensionali sono tenute ad allegare il rendiconto finanziario come un documento autonomo rispetto allo stato patrimoniale e al conto economico.
Impatti sulla consulenza contabile strategica
L’obbligo di redazione del rendiconto finanziario ha un impatto significativo sulla consulenza contabile strategica. I consulenti aziendali e finanziari devono ora tenere conto di questo strumento nella valutazione economico-finanziaria delle aziende e nella pianificazione strategica. La disponibilità di informazioni dettagliate sui flussi di cassa consente ai consulenti di fornire raccomandazioni mirate per migliorare la gestione della liquidità, ottimizzare il capitale circolante e pianificare nuovi investimenti con una maggiore consapevolezza.
La capacità di analizzare i flussi di cassa operativi, di investimento e finanziari aiuta gli specialisti a identificare potenziali rischi finanziari, anticipare problemi di liquidità e progettare strategie per affrontare scenari futuri, inclusi quelli legati a crisi economico-finanziarie. Inoltre, grazie al rendiconto finanziario, è possibile effettuare valutazioni più precise sulla sostenibilità delle politiche di finanziamento e distribuzione dei dividendi.
In sintesi, l’introduzione del rendiconto finanziario come requisito normativo non solo assicura una maggiore trasparenza nelle comunicazioni aziendali verso gli stakeholder, ma rappresenta anche un fondamentale strumento di analisi e pianificazione strategica che guida le imprese verso una gestione più oculata e lungimirante delle risorse finanziarie.
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“Financial Reporting for Italian Businesses: Decree 139/2015 Guide”
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L’Importanza del Rendiconto Finanziario per la Pianificazione Economico-Finanziaria delle Imprese: Focus sul Decreto Legislativo 139/2015
Il rendiconto finanziario rappresenta uno strumento essenziale per la pianificazione economico-finanziaria delle imprese. Con l’adozione del Decreto Legislativo 139/2015, che recepisce la Direttiva 2013/34/UE, l’importanza di questo documento è ulteriormente riconosciuta e regolata dalla normativa italiana. Questo decreto ha introdotto significativi cambiamenti nella disciplina del bilancio d’esercizio e consolidato, obbligando molte imprese italiane a redigere il rendiconto finanziario come parte integrante del bilancio.
Cosa Prevede il Decreto Legislativo 139/2015
Il Decreto Legislativo 139/2015 ha modificato il Codice Civile italiano, introducendo l’obbligo per le imprese di medie e grandi dimensioni di redigere il rendiconto finanziario. Questo documento deve fornire una chiara visione dei flussi di cassa dell’azienda, dettagliando le fonti di liquidità e la loro destinazione. Il rendiconto finanziario si articola in tre sezioni principali:
- Flussi finanziari derivanti dall’attività operativa: include le transazioni che contribuiscono al risultato economico dell’impresa, escludendo le attività di investimento e finanziamento.
- Flussi finanziari da attività di investimento: copre gli investimenti in immobilizzazioni materiali e immateriali, nonché tutti i proventi derivanti dalla dismissione di asset.
- Flussi finanziari da attività di finanziamento: include tutti i cambiamenti nel capitale proprio e nei debiti finanziari dell’azienda.
L’introduzione di questo obbligo normativo ha migliorato la rappresentazione della capacità dell’impresa di generare liquidità, fornendo agli stakeholder una misura più precisa delle performance aziendali rispetto ai soli utili contabili.
Impatto sulla Consulenza Contabile Strategica
La redazione del rendiconto finanziario fornisce un valore aggiunto significativo alla consulenza contabile strategica. I consulenti possono utilizzare le informazioni dettagliate sui flussi di cassa per supportare decisioni cruciali riguardanti investimenti, finanziamenti e operazioni aziendali:
- Pianificazione e Controllo della Liquidità: Il rendiconto finanziario permette di monitorare la liquidità aziendale attraverso un’analisi dettagliata delle entrate e delle uscite di cassa, consentendo alle imprese di pianificare meglio le proprie esigenze di liquidità e gestire il rischio di illiquidità.
- Valutazione degli Investimenti: Grazie ai dati precisi riguardanti i flussi finanziari da attività di investimento, i consulenti possono aiutare le imprese a calibrare la loro strategia di investimento, selezionando progetti che massimizzano il ritorno economico.
- Ottimizzazione del Capitale Circolante: Analizzando i flussi finanziari operativi, le imprese possono individuare inefficienze nella gestione del capitale circolante, implementando strategie per migliorare la loro capacità di autofinanziamento.
- Decisioni di Finanziamento: Il rendiconto permette di analizzare l’impatto delle politiche di finanziamento sulla struttura del capitale, supportando decisioni su eventuali modifiche nella struttura del debito o nel mix di capitale proprio e debito.
La completa e accurata redazione del rendiconto finanziario, conforme al Decreto Legislativo 139/2015, non solo risponde a requisiti di trasparenza normativa ma agisce come un potente strumento di decision-making, cruciale per il successo a lungo termine dell’impresa.
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“Consulenza Aziendale e Applicazione del Regolamento UE 2017/745 sui Dispositivi Medici”
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L’importanza della consulenza aziendale nel contesto del Regolamento (UE) n. 2017/745 sui dispositivi medici e la sua applicazione alla mappatura dei processi
Nel panorama competitivo odierno, la consulenza aziendale svolge un ruolo cruciale nel sostenere le imprese nel raggiungimento di una maggiore efficienza operativa e nell’adempimento alle normative vigenti. Un esempio significativo è rappresentato dal Regolamento (UE) n. 2017/745, che disciplina i dispositivi medici all’interno dell’Unione Europea e impone alle aziende del settore di adottare sistemi di gestione della qualità (QMS) robusti e conformi. Questo articolo esamina l’importanza della consulenza aziendale in questo contesto, esplorando come la normativa europea possa essere applicata efficacemente attraverso la mappatura dei processi.
Regolamento (UE) n. 2017/745: un quadro normativo rigoroso per la qualità
Il Regolamento (UE) n. 2017/745, noto anche come il Regolamento sui Dispositivi Medici (MDR), è stato introdotto per garantire un elevato livello di sicurezza e protezione della salute per gli utilizzatori di dispositivi medici nell’UE. Questo regolamento, entrato ufficialmente in vigore il 26 maggio 2021, ha sostituito le precedenti direttive esistenti e ha stabilito norme più rigorose per l’autorizzazione, la sorveglianza e il monitoraggio dei dispositivi medici.
Una parte centrale del MDR è l’esigenza per le aziende di implementare un sistema di gestione della qualità certificato, che copra tutti gli aspetti del ciclo di vita del dispositivo, dalla progettazione alla produzione, alla distribuzione e al post-marketing. Questo sistema deve essere in grado di garantire che i dispositivi soddisfino i requisiti di sicurezza e prestazioni stabiliti, monitorando e documentando sistematicamente tutti i processi aziendali.
L’importanza della consulenza aziendale nella mappatura dei processi
La consulenza aziendale gioca un ruolo fondamentale nell’assistere le organizzazioni nel soddisfare i requisiti del MDR. In particolare, l’attuazione efficiente e conforme di un sistema di gestione della qualità richiede la mappatura meticolosa dei processi aziendali. Un consulente esperto può guidare l’azienda attraverso questo complesso compito, partendo dal definire chiaramente tutti i processi relativi ai dispositivi medici, identificando le interazioni tra di essi e assicurando che siano allineati con i requisiti normativi.
La mappatura dei processi consente di ottenere una visione globale delle operazioni aziendali, identificando le aree che necessitano di miglioramenti e ottimizzazioni. Inoltre, essa facilita la rivelazione di eventuali lacune nel rispetto delle normative, permettendo così di attuare rapidamente le misure correttive necessarie per raggiungere la conformità.
Vantaggi strategici della mappatura dei processi attraverso la consulenza
L’implementazione di un sistema di gestione della qualità conforme al Regolamento (UE) n. 2017/745 non solo garantisce la conformità normativa, ma offre anche vantaggi strategici significativi. Attraverso la consulenza aziendale mirata alla mappatura dei processi, le aziende possono ottenere un miglioramento complessivo della qualità e dell’efficienza operativa. La standardizzazione dei processi e la promozione di una cultura orientata alla qualità aumentano la fiducia dei clienti e degli stakeholder, migliorando così la reputazione aziendale nel mercato.
Inoltre, l’adozione di un sistema di gestione della qualità ben strutturato può contribuire a ridurre i rischi operativi e legali, evitando costi associati alle non-conformità e incrementando la capacità dell’azienda di rispondere tempestivamente alle sfide del mercato.
Conclusione
In sintesi, la consulenza aziendale si rivela essenziale per le organizzazioni che operano nel settore dei dispositivi medici nell’adempimento al Regolamento (UE) n. 2017/745. Attraverso un’attenta mappatura dei processi, le aziende possono non solo garantire la conformità, ma anche trarre vantaggi competitivi sostanziali. Affidarsi a consulenti esperti e competenti diviene quindi un investimento strategico per le imprese orientate al successo e all’innovazione continua.
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“Ottimizzare le PMI con la Mappatura dei Processi e Normativa ISO 9001:2015”
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L’importanza della mappatura dei processi aziendali nelle PMI: Applicazione della normativa ISO 9001:2015
Nel contesto attuale altamente competitivo e in continua evoluzione, le piccole e medie imprese (PMI) devono affrontare la sfida di ottimizzare le loro operazioni per mantenersi competitive. Un elemento chiave per raggiungere tale obiettivo è la mappatura dei processi aziendali. Questo strumento metodologico consente alle PMI di visualizzare e analizzare ogni fase delle loro operazioni, contribuendo a migliorare l’efficienza e la qualità dei loro prodotti e servizi.
In questo contesto, la normativa ISO 9001:2015 svolge un ruolo cruciale. Si tratta di uno standard a livello mondiale per i sistemi di gestione della qualità, riconosciuto anche nell’ordinamento giuridico italiano e europeo. La normativa ISO 9001:2015 non solo stabilisce i criteri per un efficiente sistema di gestione della qualità, ma promuove anche la mappatura dei processi come parte integrante del miglioramento continuo.
Contenuto della Normativa ISO 9001:2015
La ISO 9001:2015 è uno standard internazionale che fornisce un quadro di riferimento per il miglioramento della qualità e la gestione del rischio all’interno delle organizzazioni. Questa normativa si focalizza sull’approccio per processi e sull’integrazione della mentalità del rischio nel funzionamento quotidiano delle aziende. L’obiettivo principale è garantire che le organizzazioni possano soddisfare in modo coerente i requisiti dei clienti e migliorare la loro soddisfazione attraverso l’applicazione efficace del sistema.
La ISO 9001:2015 delinea i requisiti per la documentazione, la gestione delle risorse, l’analisi e il miglioramento dei processi operativi. Essa esige che le organizzazioni identifichino i loro processi fondamentali, li mappino e li monitorino, consentendo così una chiara comprensione delle interazioni e delle sequenze all’interno delle attività aziendali.
Applicazione alla Mappatura dei Processi
La mappatura dei processi diventa un elemento vitale in conformità con la ISO 9001:2015, poiché rappresenta lo strumento attraverso il quale un’organizzazione può comprendere e ottimizzare le proprie operazioni. Le PMI possono trarre numerosi benefici dall’adozione di una mappatura dettagliata dei processi, tra cui:
- Visualizzazione e Analisi: La mappatura dei processi permette di visualizzare chiaramente l’intero flusso di lavoro aziendale. Dai processi principali a quelli di supporto, ogni fase è chiaramente definita, analizzata e ottimizzata. Ciò facilita l’identificazione dei colli di bottiglia e delle inefficienze.
- Miglioramento dell’Efficienza: Attraverso l’analisi dei processi, le PMI possono ridurre i tempi di produzione, minimizzare gli sprechi e migliorare la gestione delle risorse, aumentando così la produttività e riducendo i costi operativi.
- Conformità e Standardizzazione: La normativa promuove la conformità degli standard di qualità, assicurando che tutte le funzioni aziendali siano allineate con le best practice internazionali. Questo non solo migliora la qualità dei prodotti e dei servizi offerti, ma facilita anche l’espansione nei mercati internazionali.
- Miglioramento Continuo: La mappatura dei processi funge da base per un miglioramento continuo, uno degli obiettivi centrali della ISO 9001:2015. Attraverso un costante monitoraggio e revisione, le PMI possono adattarsi rapidamente ai cambiamenti del mercato.
Conclusione
L’adozione della normativa ISO 9001:2015 e la conseguente mappatura dei processi rappresentano un’importante opportunità per le PMI italiane ed europee per migliorare la loro competitività e soddisfare le crescenti aspettative dei clienti. Implementare un sistema di gestione della qualità robusto, sostenuto da una chiara mappatura dei processi, consente alle PMI di ottimizzare le operazioni, garantire la conformità e promuovere una cultura di miglioramento continuo. In questo modo, le piccole e medie imprese possono non solo sopravvivere, ma prosperare nell’ambiente commerciale globale.
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